L'Acqua

Isola del Liri Creativa

 

πάντα ῥεῖ: tutto scorre. «Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va»
  Eraclito


…un eterno divenire della realtà come un fiume che solo apparentemente rimane uno e identico, ma che in effetti continuamente si rinnova e si trasforma. E’ un’acqua sempre diversa quella che tocca la nostra città; acqua che con il suo continuo movimento ha potuto delineare il paesaggio materiale e immateriale in cui viviamo.

Poco alla volta, goccia dopo goccia, l’acqua ha plasmato l’isola e i suoi abitanti: gutta cavat lapidem… la goccia scava la pietra.
Ma è un’acqua anche antica, già adorata dai nostri antenati quando Roma nemmeno era sorta. A Isola l’acqua aveva infatti una suo culto. Con il nome di Marìca i primi isolani chiamavano la ninfa tutelare del Liri, portatrice di vita e fecondità.

Secoli prima che gli uomini trasformassero i grandi laghi in terre coltivabili Marìca era già qui.
Senza l’acqua, senza Marìca… Isola non sarebbe mai nata.
L’acqua a Isola è dovunque, unisce ed anima ogni cosa.

Esiste una rete di cunicoli che attraversa tutta la città e che convoglia acqua in ogni antica fabbrica. Lì la nostra vista è estasiata dalla curiosa coesistenza di materiali ed elementi: il metallo, la pietra, il vetro, il legno…e i loro colori: quelli rossastri del metallo arrugginito, il celeste o il bianco opaco del vetro e della pietra, il verde delle erbe, dei muschi, degli alberi…il marrone del legno. E’ stata l’acqua a mettere insieme le diversità…a condurre energie e idee, attivando ingranaggi e motori. Marìca era protettrice dell’infanzia, l’età in cui il gioco e la creatività sono espresse al loro massimo livello. A noi piace pensare che sia lei oggi a guidare e proteggere le idee. E suggerirne sempre di nuove.

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